Intervista alla Preside Prof.ssa Giuseppina Muscato

 

Giorno cinque dicembre, finalmente incontriamo il nostro nuovo dirigente scolastico, la Prof.ssa Giuseppina Muscato, per la prima intervista della rubrica “A tu per Tu”. Eravamo curiosi di farci raccontare quale sia stato il suo primo approccio con i docenti e congli studenti. E, soprattutto, che idea si è fatta del suo e nostro Liceo Scaduto dopo quattro mesi di duro lavoro. Qual è stata la sua prima impressione e come si è trovata durante questi primi mesi nel nostro liceo?

La mia prima impressione è stata del tutto positiva. Avevo già avuto l’opportunità di conoscere alcuni membri del corpo docenti e il preside D. Figàin occasione di convegni; tuttavia non avevo mai avuto l’occasione di visitare la struttura scolastica. Passare dall’amministrare una Scuola Media ad un Liceo Classico ha richiesto molto impegno,nonostante ciò mi sento soddisfatta di ricoprire questo incarico perché ritengo che il Liceo Classico sia una scuola di alta formazione.  Purtroppo la situazione attuale non è tranquilla per le scuole del territorio, ma questo non ci deve far desistere dallo sforzo costante di valorizzare la scuola in quanto luogo per eccellenza di cultura e di formazione: il diploma deve essere sinonimo di impegno fattivo, di un lavoro serio e lungo cinque anni.

La scuola sta subendo cambiamenti radicali: in generale le scelte politiche degli ultimi anni, con i tagli progressivi al budget scolastico, ha sicuramente impoverito tutti. Come mai adesso nel nostro Istituto si è sentita l’esigenza di tornare alle unità orarie di 60 minuti? Quali secondo lei sarebbero i lati positivi?

Siamo in linea con quanto ci impone il DPR del 2009 per la regolamentazione dei Licei.  In precedenza forse c’è anche stato un eccesso di “autonomia” che ha avuto – oltre agli effetti positivi di ammodernamento del curricolo – anche l’effetto non altrettanto positivo di “disperdere” il nucleo forte dell’offerta formativa. Il ritorno a un quadro orario di 60 minuti ci consente di migliorare l’organizzazione, mantenendoi punti forti dell’offerta formativa e valorizzando le attività che in questi anni sono state piùapprezzate dagli alunni. Ringrazio molto sia i rappresentanti che i professori che mi hanno trasmesso serenità nella gestione,è stata una soluzione condivisa.

Dato che ha avuto in passato l’occasione di essere una delle organizzatrici dell’attività teatrale che prevedeva l’incontro di più scuole riunite al teatro di Pollina,pensa di proporre un’attività simile anche qui a Bagheria,riuscendo a fare diventare il teatro l’icona per eccellenza del Liceo Classico?

Ci tengo a precisare che non sono stata una delle promotrici del progetto: è una rassegna nata proprio qui a Bagheria per iniziativa di una docente di Pollina cui hanno aderito l’Istituto Tecnico Commerciale L. Sturzo e il Liceo Classico F. Scaduto. Ma adesso anche qui sta succedendo qualcosa di molto bello: è stato stilato un protocollo di intesa tra il comune di Santa Flavia e la nostra scuola che prevede la formazione di un comitato tecnico che organizzerà un piccolo Festival del teatro scolastico a Solunto. È sicuramente un’attività che avrà ricadute culturali ed educative importanti su tutto il nostro territorio.

Constatando la sua disponibilità al dialogo con gli alunni, vorremmo far conoscere ai lettori il suo punto di vista anche in merito all’occupazione bianca che è stata votata dal corpo studentesco del nostro liceo.

Stiamo parlando di situazioni delicate dalla non facile gestione: prendere decisioni sbagliate, pur condivise, porterebbe a ledere il diritto allo studio. Prima di votare per quale comportamento adottare – così come in tutte le scelte che prenderete nella vita – bisogna sempre comprendere la motivazione, che a mio parere oggi non è chiara. La scuola è un po’ come una macchina, non possiamo permetterci di perdere i pezzi.

Il liceo classico di Bagheria ha da sempre promosso progetti extra-curriculari; in quanto professoressa di inglese, pensa di incrementare progetti a sfondo linguistico come ad esempio gemellaggi, Comenius e Intercultura?

Essendo io stessa una docente di lingua  inglese è un argomento che mi tocca da molto vicino. Certamente mi impegnerò a portare avanti progetti simili. Un esempio concreto è senza dubbio l’incremento del progetto“ESABAC” in lingua francese, al quale uno dei nostri corsi aveva già aderito precedentemente. Dal prossimo anno un ulteriore corso dovrà parteciparvi, perché quanti più alunni possibile abbiano la possibilità concreta di accedereaun diploma riconosciuto a livello Europeo. È necessario che lo studio delle seconde lingue diventi strutturale. Formare persone colte con conoscenze allargate è l’obiettivo di questa scuola, vulcano ricco di attività bellissime che tengo a privilegiare, come il progetto IMUN-ONU in lingua inglese che si svolgerà a marzo e del quale il nostro istituto è partecipe. La lingua è il mezzo, la cultura è ciò che si vuole trasmettere attraverso la comunicazione.

Ringraziamo il nostro dirigente scolastico per la sua disponibilità

Maria Castronovo II D, Sofia Fricano II D, Maria Silvia Sciortino II D

 


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